IL SANTUARIO ROMANO DELLE ACQUE
ALL’ARCELLA DI CANEPINA

Bonae Valetudini sacr (um) Gna (eus) Pacilius Marna sev (ir) Sutrio, aug (stalis) Faleris ex voto Pacilia Primitiva Bon (ae) Bonad iae Castre (n) si ex voto sacrum
Alla buona salute consacrato Gneo Pacilio Marna, seviro A Sutrio, Augustale a Falerii per promessa (fatta) Pacilia Primitiva alla buona Bona dia Castrense per promessa consacrato
CENNI STORICI: Percorrendo da Piazza Cavour una ripida salita, dopo circa un chilometro si arriva in uno dei posti più suggestivi che si trovano intorno a Canepina. In età augustea ormai la foresta dei monti Cimini, il “lucus Ciminius” non costituiva motivo di sgomento come lo era stato per le legioni romane nelle inarrestabili marce verso la conquista dell’Italia. Un tal Gn. Pacilius Marna, “sevir” della vicina Sutri ed “augustalis” dell’ancora più vicina Faleri Novi, rimase tanto affascinato da questa località che più tardi avrebbe preso il nome di Arcella, piccola “arx” per la presenza di una roccaforte, avamposto di difesa, da essere spinto a farne un luogo di sacralità pagana, fra ruscelli di limpide acque come quelle di Fontana Rosa, che si versano su Rio Francina. Un monumento rupestre con incisioni, un masso a cuneo e un altare tufaceo costituiscono un significativo patrimonio archeologico.